Il Garzanti, dizionario della lingua italiana afferma che la felicità è lo stato d'animo ( emozione) positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri.
Nella Lettera sulla felicità a Meneceo, Epicuro lo ravvisava sul fatto che non c'è età per conoscere la felicità: non si è mai né vecchi né giovani per occuparsi del benessere dell'anima (e cioè di "filosofare", amare il pensiero). Per Epicuro la felicità e la conoscenza delle cose fanno lo stato di felicità.Soddisfare piaceri naturali e necessari è molto importante per la felicità, avere accesso a piaceri naturali ma non necessari può essere positivo se per procurarceli non ci votiamo ad un sacrificio eccessivo, mentre i piaceri non naturali e non necessari sono nella stragrande maggioranza dei casi fonte più di infelicità che di felicità. Secondo Epicuro, infatti, l'uomo dovrebbe concentrarsi sul vivere quegli aspetti della vita connessi alla sua natura e coltivare con impegno l'amicizia, elemento assolutamente positivo della nostra esistenza. Da un punto di vista psicologico la felicità può essere il raggiungimento di un desiderio, la soddisfazione di vederlo realizzato. Il bisogno di felicità, sotto il profilo psicologico, può essere anche una soluzione ad un problema e la soluzione del problema dà l'appagamento quindi gioia. La felicità si sviluppa sia in senso intellettuale sia materiale, sia fisico sia psichico, sia affettivo sia emozionale.Il tema è ampio per cui Sabato 18 Maggio cercheremo di parlarne in modo libero e semplice chiacchierando su felicità:
- nel luogo scolastico;
- nella relazione docente/discente, accompagnatori/trici e ragazzi/e;
- nell'apprendimento;
- nella vita quotidiana (come riflesso dell'esperienza vissuta all'interno del contesto educativo).
Ma sarà anche un momento di riflessione sui bisogni individuali, bisogni primari e secondari, sul nesso tra soddisfazione dei bisogni/piacere/felicità.
Tra i bisogni primari consideriamo il bisogno di riconoscimento, d'amore, d'espressione (corporea, verbale, affettiva...) e di conoscenza.
Tra i bisogni secondari quelli indotti e le sovrastrutture che creano tensioni (tra essere spontaneamente e dover essere) e oppressioni.
Ma soprattutto esiste un legame tra felicità & anarchia? ragionando anche in base alle considerazioni del libro "Felici Malgrado " di Enrico Finzi edizioni Ecomunicare di cui viene riportato un estratto:
http://movimentodelcactus.blogspot.it/2013/01/felicita-e-anarchia.html
Ne parleremo insieme con i membri della Rete per l'Educazione Libertaria e del Collettivo Milanese per l'Educazione Libertaria.
Inizio ore 21,30 ingresso libero con tessera Arci