ATTENZIONE: Il corso è organizzato in collaborazione con la Scighera e si svolgerà nello spazio messo a disposizione dal Teatro della Cooperativa di Niguarda.
_PREMESSA
La riflessione è iniziata in un luogo ben preciso connotato da sogni, legami e rivendicazioni. Ci troviamo a un tavolo della Scighera a parlare di quello che manca in questa città che amiamo e odiamo allo stesso tempo, in cui sì viviamo, eppure dalla quale vogliamo fuggire.
Inevitabilmente pensiamo al teatro come spazio, tempo, incontro. Come incontro con l'altro, con cui condividere il desiderio di eludere la routine frenetica del quotidiano e fermarsi a guardare ciò che ci tocca da vicino. Per poter sognare, immaginare, creare.
La domanda che ci accende in questo momento è: quale forma assume oggi il teatro per poter parlare al mondo che ci circonda? Il teatro è ormai relegato alle sale dalle rosse poltroncine e frequentato solo da chi se lo può permettere: che senso ha?
Da qui nasce l'idea di un laboratorio finalizzato alla ricerca e alla sperimentazione di nuove modalità performative che attraversino il teatro, rimanendo in dialogo con le altre discipline artistiche.
_IL LABORATORIO
Abbiamo iniziato immaginandoci uno spazio in cui tutte queste energie potessero concretizzarsi, ovvero un laboratorio sperimentale che permetta lo scambio continuo di idee e di esperienze tramite non solo la riflessione teorica, ma anche la sperimentazione pratica di tecniche e modalità espressive. In tal senso abbiamo pensato a un gruppo integrato, formato da cittadini e artisti che si confrontino sull’osservazione della città e che facciano della creatività uno strumento di comunicazione. Al laboratorio parteciperà Minima Theatralia: un collettivo artistico di recente formazione, che raccoglie giovani creativi che operano nella città di Milano nell'ambito di diverse discipline: teatro, musica, fotografia, arti figurative, architettura, danza, scienze sociali, costumistica e scenografia.
_LUOGHI
Il laboratorio si svolgerà nello spazio messo a disposizione dal Teatro della Cooperativa di Niguarda. Abbiamo infatti attivato una collaborazione anche con questa importante realtà teatrale. La Scighera e il Teatro della Cooperativa sono accomunati, oltre che dal filo conduttore del teatro civile, anche dal dialogo con il quartiere nel quale sono situati. Pensiamo che gettare un ponte tra le due periferie Bovisa e Niguarda possa essere proficuo per condividere un percorso tematico e di senso, al quale speriamo di poter dare continuità.
L'idea è quindi quella di organizzare i diversi contenuti in una performance che abbia come punti di partenza e di arrivo proprio la Scighera e il Teatro della Cooperativa, che ospiteranno il nostro spettacolo finale.
Più che un classico corso di teatro si tratta quindi di un laboratorium - come lo chiama Grotowski nel suo libro “Per un teatro povero” - in cui in cui ognuno può partecipare per portare la propria energia generatrice. L'allestimento sarà progettato secondo i principi del riutilizzo dei materiali e la drammaturgia costruita collettivamente con idee e contenuti, che insieme compongano una possibile visione della città.
_MILANO
Sembra che a Milano per poter parlare alla contemporaneità sia solo possibile il linguaggio della moda e del design. Non sono molti ad apprezzare davvero questa città, che sembra voler lasciarsi alle spalle ogni traccia di passato, sempre proiettata com'è verso un futuro irraggiungibile.
Come vivi nel tuo quartiere? Perché hai scelto di vivere qua? E' stata una scelta? Conosci la storia della città? Con queste e altre domande siamo pronti a inseguire la scoperta della Milano di ognuno di noi, che è soprattutto una passeggiata: “passeggiare per Milano, scoprendo in questa città una selva di associazioni, di figure, di fantasmi, di fatti. Milano come una stoffa su cui ricamare divagazioni. E la divagazione può essere anche il pretesto per contrabbandare i frammenti di una sottile confessione autobiografica” (Alberto Savinio Ascolto il tuo cuore città)
In questo senso la sensibilità di ognuno è fondamentale per la costruzione di un percorso collettivo di pensiero e di creazione, perché il teatro ha il valore dell'incontro.